Era il mio primo giorno di elementari: la scuola dei grandi... non ero
più all'asilo, non potevo più piangere a dirotto per impietosire nonno
che poi mi avrebbe portato sulle giostre. Dovevo essere forte! Il mio
primo ricordo: timore, timore e basta... timore della maestra severa, di
non riuscire a trovare amici... con cui tra l'altro sarei dovuta
restare per ben cinque anni!
Ci dividono in gruppi insieme ai nostri
genitori... sostegno fondamentale! Poi ci riuniscono in classi e con
finta determinazione mi siedo accanto ad una bambina, Cristina, con cui
ero stata all'asilo, anche se non eravamo molto legate. Comincio a
parlare... che emozione! La mia prima amica!
Dopo poco arriva la
maestra... all'apparenza è dolce... ci parla del regolamento... degli
orari, delle lezioni, delle materie che avrebbe insegnato... esaurimento
time! Poi arriva il momento più bello... ci parla delle gite; delle
recite natalizie ed estive; dell'ora di svago dopo mangiato; della
vendemmia ad inizio autunno e del sabato senza divisa, quando si uscirà a
mezzogiorno. Poi ci portano a fare il giro della scuola... nella
palestra, ai miei occhi la più grande che avessi mai visto, nel
refettorio, nel cortile con il canestro, nel campetto di calcio, nel
parco per le recite di ginnastica estive e in Chiesa dove saremmo andati
ogni primo venerdì del mese. Poi ci portano a ritirare le divise
scolastiche: il grembiule con la sigla della scuola, il cravattino e il
colletto rosso per le femmine e blu per i maschi e le tute di ginnastica
blu e bianche. Nel frattempo ho conosciuto anche coloro che sarebbero
diventati i miei migliori amici con cui ancora oggi mantengo i rapporti.
Torno a casa... sono felice! Racconto a mamma tutta la mia mattinata e
decido che quella scuola mi piace! L'opinione odierna? Sono ancora
convinta delle mie affermazioni... le uniche cose che cambierei sono la
maestra e il mangiare della mensa di cui ho ricordi per niente
piacevoli.
Chi semina amore raccoglie felicità...
Amare non significa guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta.
venerdì 3 febbraio 2012
giovedì 26 gennaio 2012
Ci sono pomeriggi in cui
Ci sono pomeriggi in cui...
Ci sono pomeriggi in cui mi piacerebbe fare qualcosa di diverso dal solito... ogni giorno c'è lo stesso programma: mattinata a scuola, pomeriggio compiti... e se non fosse per quell'oretta di televisione prima del quotidiano stress mentale, davvero non potrei reggere fino alle dieci-dieci e mezza di sera.
Fortunatamente ci sono giornate in cui i compiti non sono molti e ne approfitto per trascorrere un pomeriggio più tranquillo con i miei amici : ci divertiamo a fare dolci, cantare o usciamo. Poi ci sono pomeriggi strani; strani perchè non saprei definirli. Non ho voglia di fare niente. Come se fossi arrabbiata. Con chi non lo so. Sono irrequieta. Cammino per casa e cerco qualcosa da mangiare non per fame ma perchè non so che fare. Nemmeno la televisione mi rilassa perchè mi sento in gabbia, perchè faccio sempre le stesse cose e perchè penso che la televisione sia per i vecchi. Allora chiamo Ylenia e parloma senza dire niente di importante, solo per non studiare o per dirle che mi scoccio. Poi spavento mia sorella solo per divertirmi, perchè lei urla, urla, urla. Non è normale!!! Mi sento in prigione e vorrei fuggire: vorrei viaggiare lontano, vedere le capitali europee, parlare e comprendere tante lingue straniere. Vorrei conoscere stili di vita diversi, abitudini, mode... Così vado su Internet a programmare dei viaggi con volo, soggiorno, e itinerario e sogno...
Ci sono pomeriggi in cui mi piacerebbe fare qualcosa di diverso dal solito... ogni giorno c'è lo stesso programma: mattinata a scuola, pomeriggio compiti... e se non fosse per quell'oretta di televisione prima del quotidiano stress mentale, davvero non potrei reggere fino alle dieci-dieci e mezza di sera.
Fortunatamente ci sono giornate in cui i compiti non sono molti e ne approfitto per trascorrere un pomeriggio più tranquillo con i miei amici : ci divertiamo a fare dolci, cantare o usciamo. Poi ci sono pomeriggi strani; strani perchè non saprei definirli. Non ho voglia di fare niente. Come se fossi arrabbiata. Con chi non lo so. Sono irrequieta. Cammino per casa e cerco qualcosa da mangiare non per fame ma perchè non so che fare. Nemmeno la televisione mi rilassa perchè mi sento in gabbia, perchè faccio sempre le stesse cose e perchè penso che la televisione sia per i vecchi. Allora chiamo Ylenia e parloma senza dire niente di importante, solo per non studiare o per dirle che mi scoccio. Poi spavento mia sorella solo per divertirmi, perchè lei urla, urla, urla. Non è normale!!! Mi sento in prigione e vorrei fuggire: vorrei viaggiare lontano, vedere le capitali europee, parlare e comprendere tante lingue straniere. Vorrei conoscere stili di vita diversi, abitudini, mode... Così vado su Internet a programmare dei viaggi con volo, soggiorno, e itinerario e sogno...
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